LIFE TIB



marzo 2014 - AZIONI

ANFIBI E AREE UMIDE

Monitoraggio della fauna anfibia presso le aree umide e nei tratti di passaggio sulla viabilità. Esiti del secondo anno di monitoraggio (2013).

ROSPO COMUNEIl progetto Life TIB prevede alcune azioni rivolte a migliorare la connessione ecologica per l’erpetofauna: il ripristino di 2 zone umide in fase di interramento, la realizzazione di 8 stagni artificiali per la riproduzione e la costruzione di 5 sottopassi per l’attraversamento stradale durante la migrazione riproduttiva per anfibi, nonché la costruzione di nuovi muretti a secco utili come ambienti di rifugio per rettili. Nei siti selezionati, gli anfibi sono stati censiti a vista e al canto sia nelle zone umide che nei siti di realizzazione dei sottopassi, mentre i rettili sono stati conteggiati lungo i muretti a secco e negli ambienti più idonei ai bordi di boschi e prati.

Complessivamente nel 2013 i monitoraggi hanno evidenziato la presenza di 9 specie di anfibi (rospo comune, raganella, rana dalmatina, rana di Lataste, rana temporaria, rana verde, tritone punteggiato, tritone crestato, salamadra pezzata) e 5 di rettili (orbettino, biacco, natrice, ramarro, lucertola muraiola). Molte di queste sono fortemente minacciate e oggetto di particolare tutela, come il tritone crestato, la rana di Lataste e il ramarro. Nei siti di realizzazione dei sottopassi il censimento degli individui schiacciati su strada ha evidenziato la presenza del rospo comune e delle rane rosse. Tutti i siti individuati per la creazione di sottopassi risultano essere molto utilizzati durante la migrazione primaverile, a testimonianza dell’utilità di tali interventi per la salvaguardia dell’erpetofauna.

Relazione tecnica

marzo 2014 - AZIONI

AVIFAUNA E LEGNO MORTO

Monitoraggio delle specie ornitiche legate al legno morto. Esiti dei due anni di monitoraggio.

Picchio rosso maggioreIl monitoraggio delle comunità ornitiche è di fondamentale importanza per comprendere l’evoluzione delle biocenosi in generale, oltre ai trend delle popolazioni delle varie specie. Un insieme di specie target può quindi rappresentare un “termometro ambientale” per misurare la bontà di azioni di conservazione e gestione di un determinato sistema di aree o di habitat. Lo studio attuale è incentrato sul monitoraggio delle specie ornitiche legate al legno morto, previsto dall’azione E.2 “Monitoraggio faunistico e vegetazionale pre – durante – post interventi” del “LIFE+ TIB”.

L’obiettivo è quello di valutare gli effetti delle azioni forestali finalizzate all’aumento della necromassa legnosa in foresta, considerata una componente fondamentale per il mantenimento e l’incremento della biodiversità. Le specie target di questo studio sono il Picchio nero (Dryocopus martius), la Cincia bigia (Poecile palustris) e il Rampichino comune (Certhia brachydactyla), specie tipicamente forestali. La metodologia adottata è quella dei “punti d’ascolto”, stazioni puntiformi di rilevamento dell’avifauna. I punti d’ascolto (25) sono ripetuti due volte nel corso della stagione riproduttiva e sono localizzati sia nei pressi delle aree di intervento forestale che in quelle di “controllo” (non soggette a interventi) al fine di valutare nel tempo le possibili variazioni nella presenza/assenza, nel numero di territori o nel numero di covate per ciascuna delle specie studiate.

Relazione tecnica

marzo 2014 - AZIONI

INSETTI E LEGNO MORTO

Monitoraggio della coleotterofauna saproxilica. Esiti della seconda annualità di monitoraggio (2013)

Osmoderma eremitaNel 2013 il monitoraggio del Lucanus cervus è stato condotto su 6 stazioni nuove e su 22 stazioni già monitorate l’anno precedente. La specie è stata rinvenuta in 15 stazioni, 4 delle quali monitorate per la prima volta quest’anno. Delle restanti 11 stazioni, il monitoraggio ha riconfermato la presenza della specie che era già stata segnalata nel 2012. Grazie alle nuove stazioni, i punti di presenza del cervo volante sono aumentati e la distanza media tra le stazioni è notevolmente diminuita.
Nei casi in cui la distanza è ancora molto alta (circa 3 km) sono comunque presenti delle stazioni che,in seguito agli interventi di incremento di necromassa, potranno rappresentare degli “stepping stones” per lo spostamento della specie da un area di presenza a quella successiva. Per quanto riguarda il monitoraggio dell’Osmoderma eremita sono state indagate le stesse stazioni dell’anno precedente, ad eccezione della stazione 205 (ex S5) che è stata ritenuta non idonea per la specie. L’Osmoderma è stato riconfermato nella stazione del 2012 e rinvenuto in una nuova stazione. Le due arre si trovano a circa 200m di distanza l’una dall’altra e quindi molto probabilmente si tratta della stessa popolazione. In entrambe le stazioni è stato catturato anche l’Elater ferrugineus. Questa specie, considerata Near threatened (NT) dalla lista rossa Europea (Nieto and Alexander 2010), rappresenta il principale predatore dell’Osmoderma eremita. L’incremento degli alberi-habitat per l’Osmoderma eremita favoriranno la sopravvivenza di entrambe le specie portando sia ad una deframmentazione su ampia scala sia ad un ripristino ambientale a livello più locale.

Relazione tecnica
N.B. All'interno della relazione sono state oscurate alcune informazioni per ragioni di conservazione delle specie.

marzo 2014 - AZIONI

INTERVENTI DI CONTROLLO DELLE SPECIE ESOTICHE

Monitoraggio degli esperimenti di controllo/eradicazione di Nelumbo nucifera presso la Riserva Palude Brabbia (azione C.5.a) e di Ludwigia grandiflora presso la ZPS Lago di Varese (azione C.5.b). Esiti dei monitoraggi degli interventi di eradicazione effettuati nel 2013.

fior di lotoIl monitoraggio degli interventi di eradicazione delle specie Ludwigia hexapetala sul Lago di Varese e Nelumbo nucifera in Palude Brabbia eseguiti nel 2013 ha compreso l’acquisizione di dati relativi a parametrici biotici e abiotici per entrambe le specie e la mappatura con GPS delle aree occupate da Ludwigia. Sono state svolte cinque campagne di monitoraggio, una per ogni mese da giugno a ottobre, volte a individuare, tramite l’analisi delle variazioni dei parametri misurati, l’efficacia degli interventi eseguiti. Si possono riportare solo considerazioni preliminari in quanto la sperimentazione è solo agli inizi.

Nei popolamenti prevalentemente acquatici di Ludwigia gli interventi hanno mostrato una buona efficacia: in tutti i casi si è assistito ad una ripresa poco significativa della specie. Nei popolamenti terrestri l’efficacia degli interventi è stata invece inferiore: dopo un primo intervento la Ludwigia su greto risultava praticamente aver rioccupato dal 50% al 70% delle aree precedentemente occupate. Solo un secondo intervento di eradicazione ha drasticamente ridotto la superficie occupata dalla specie ma in un momento (fine settembre) in cui il vigore della specie è già di per sé inferiore. Per quanto riguarda gli interventi eseguiti sul fior di loto in Brabbia il primo anno di sperimentazione ha mostrato una buona efficacia in termine di costi/benefici nello sfalcio ripetuto. Come già premesso, saranno in ogni caso i monitoraggi a venire, alla ripresa vegetativa della specie, a fornire ulteriori ed imprescindibili elementi di valutazione.

Relazione tecnica

marzo 2014 - AZIONI

LOTTA ALLE SPECIE ESOTICHE

Monitoraggio della presenza e diffusione di specie esotiche pre e post interventi a favore della necromassa (azione C.6). Esiti della seconda stagione di monitoraggio.

faggetaL'azione prevedeva un monitoraggio sulle componenti vegetali in ambito forestale. L’oggetto specifico dei rilevamenti nel monitoraggio è costituito da alcune specie vegetali esotiche (specie target), quali il pioppo ibrido, il platano, l’ailanto, il ciliegio tardivo, la quercia rossa e la robinia. I rilevamenti, che comprendono tre metodologie differenti (fitosociologico, stato fitosanitario e rinnovazione lungo transetti), sono stati effettuati in 12 aree dove sono previsti interventi di incremento della necromassa a discapito delle specie target (azione C.6).
A ciascuna area d’intervento è stata associata un’area di controllo. Al fine della comparazione dei dati dei rilievi fitosociologici, sono stati considerati alcuni indici ecologici (presenza di specie tendenzialmente eliofile, disturbo antropico e presenza di specie esotiche nel sottobosco) che potenzialmente esprimono la risposta della vegetazione a fattori di cambiamento/pressione ambientale. In tal modo è stato possibile evidenziare che prima degli interventi sulla necromassa non esiste una differenza statisticamente significativa rispetto a questi indici tra le aree d’intervento e quelle di controllo. Per quanto concerne lo stato fitosanitario delle specie target, tutti gli alberi già mostrano perlomeno un lieve danno. Infine, soltanto in poche aree dell’azione C.6 è stata riscontrata una rinnovazione, attribuibile in massima parte alla quercia rossa e al ciliegio tardivo.

Relazione tecnica

marzo 2014 - AZIONI

STUDIO DEI MAMMIFERI DI MEDIE DIMENSIONI

Monitoraggio della teriofauna di medie dimensioni. Esiti del primo e secondo anno.

volpeIl presente abstract fa riferimento alle prime 2 annualità di monitoraggio della teriofauna di medie dimensioni presso i siti individuati per la realizzazione degli interventi previsti nell'ambito del progetto (Azioni C.09, C.10, C.11 e C.12 del LIFE TIB). I 14 siti, coincidenti con le aree dove verranno realizzati i passaggi faunistici o gli interventi di rinaturalizzazione di strutture preesistenti, sono stati monitorati mediante foto-trappole dotate di sensore di rilevamento del movimento e flash infrarosso. Le due sessioni di monitoraggio hanno permesso di registrate 709 immagini utili ad attestare presso i siti monitorati 355 passaggi di fauna selvatica comprendente 26 differenti specie nel 2012 e 384 passaggi nel 2013 comprendenti 24 specie: considerando esclusivamente le specie di mammiferi, le immagini registrate si riferiscono ad un totale di 295 passaggi di 15 specie (2 domestiche) nel 2012, e di 347 passaggi di 13 specie (2 domestiche) nel 2013. Gli incrementi maggiori del tasso di cattura (numero passaggi/numero notti-trappola), tra le due annualità, sono stati registrati per i siti V54 di Varese, V22 di Malgesso, V05 di Bardello e V48 di Coquio-Trevisago, mentre i decrementi più significativi sono stati registrati per i siti V50 di Coquio-Trevisago, V11 di Bregano, V40 di Bardello e V43 di Cadrezzate. La fenologia oraria dei passaggi dei mammiferi selvatici monitorati durante le due annualità indica che complessivamente quasi l’85% dei passaggi è stato registrato nell’intervallo di 12 ore compreso tra le 18:00 e le 06:00.

Relazione tecnica

11 marzo 2014 - AZIONI

COMPLETATE LE BIO-OPERE PER LA SALVAGUARDIA DI ANFIBI E RETTILI

Create e ripristinate da Brinzio a Sesto Calende ben 10 zone umide, indispensabili per la riproduzione di rane e rospi e 500 metri di muretti a secco, rifugi necessari alla sopravvivenza di rettili e piccoli mammiferi

Rana di LatasteOltre 500 metri di muretti a secco, 8 nuove aree umide e 2 ripristinate in un territorio che va da Brinzio fino a Sesto Calende. Sono le prime opere realizzate grazie al TIB, ovvero “Trans Insubria Bionet”, il progetto di tutela della biodiversità promosso da Provincia di Varese, Regione Lombardia, LIPU–Birdlife Italia, Fondazione Cariplo, con il sostegno dell'Unione Europea, progetto che opera sul corridoio ecologico che collega il Parco del Campo dei Fiori e il Parco del Ticino (creando un anello di congiunzione tra le Alpi e la Pianura Padana) e che interessa ben cinquanta Comuni del Varesotto.
Grazie all’apertura di nuove aree umide, collocate strategicamente laddove è stata censita la presenza di anfibi, questi animali potranno disporre di nuovi e più ampi territori dove "mettere su famiglia" e riposare dopo le fatiche del viaggio: a parte la rana verde, infatti, che staziona abitualmente negli stagni, tutte le sue cugine vivono nei boschi e si spostano nelle zone umide solo per riprodursi.

Comunicato stampa
N.B. All'interno della relazione sono state oscurate alcune informazioni per ragioni di conservazione delle specie.

20 febbraio 2014 - INCONTRI

TAVOLO BIODIVERSITÀ: VENTI RICERCATORI E TECNICI IMPEGNATI NEL LIFE TIB A CONFRONTO

Si è tenuto lo scorso 18 febbraio il secondo "Tavolo biodiversità", un incontro tra i ricercatori, i tecnici e lo staff di progetto per delineare lo stato di avanzamento delle diverse azioni di studio del corridoio ecologico alla vigilia dell'inizio della terza stagione di campo.

Gruppo tecniciLe indagini eseguite nella stagione 2013 e i primi risultati acquisiti sono stati esposti per "gruppi" di azioni (batimetria e monitoraggio di Palude Brabbia e lago di Varese a seguito dei primi interventi su Fior di Loto e Ludwigia; monitoraggio di rettili e anfibi, mammiferi e uccelli; azioni forestali, comprendenti le indagini sui coleotteri e sulla vegetazione).
I dati raccolti nella scorsa stagione di campo hanno permesso di elaborare alcune prime riflessioni grazie ai risultati molto interessanti che, sebbene ancora prematuri, confermano l'elevato valore naturalistico dell'area oggetto di studio, il corridoio ecologico Campo dei Fiori - Valle del Ticino. Sono inoltre state analizzate le difficoltà incontrate e proposte azioni migliorative per la stagione di prossimo avvio.
I primi ricercatori in azione saranno gli erpetologi, attivi in questi giorni per il monitoraggio di rane e rospi, "in movimento" per via delle alte temperature; in seguito ricominceranno i monitoraggi degli uccelli e dei mammiferi e, con l'arrivo della primavera, tutti gli altri. Come di consuetudine, il Tavolo biodiversità verrà riunito il prossimo anno, prima dell'avvio dell'ultima stagione di campo, con dati sicuramente più corposi e confronti più dettagliati.

20 dicembre 2013 - AZIONI

DEFRAMMENTAZIONE: INTERVENTI SULLE LINEE ELETTRICHE

Lo schianto e la folgorazione su cavi di alta e media tensione uccidono un gran numero di uccelli migratori ogni anno. Il LifeTIB, in collaborazione con ENEL, è intervenuto per mettere in sicurezza alcune linee elettriche lungo il torrente Strona.

Intervento enelAttraversano i valichi montani, seguono il corso dei fiumi. Sono gli uccelli migratori, che si spostano da nord a sud, e viceversa, per due volte all’anno. In cerca di cibo per sfamare i pulcini o un’area più calda per passare l’inverno. Mornago, Comune in provincia di Varese, si trova sull’importante rotta migratoria tra il lago di Varese, la Palude Brabbia e il fiume Ticino. Un corridoio ecologico fondamentale, che collega le Alpi alla Pianura padana. Un passaggio obbligato per la migrazione o per gli spostamenti a breve raggio di alcune specie: nitticora, tarabusino, il raro airone rosso; rapaci come il nibbio bruno, e poi succiacapre e martin pescatore.
Da pochi giorni, grazie al progetto Life “Tib” il passaggio di questi uccelli è stato reso più sicuro. Una linea elettrica posizionata proprio lungo il corridoio di Mornago, nelle vicinanze del torrente Strona, tra boschi, siepi e prati, rappresentava una concreta minaccia all’incolumità degli uccelli.
Da monitoraggi effettuati negli scorsi anni, si è notato che aironi, rapaci e anche passeriformi sbattevano contro i fili, oppure rimanevano folgorati nei pressi dei piloni. L’intervento dei tecnici dell’Enel, effettuato in questi giorni nell’ambito del progetto Life, salverà d’ora in poi gli uccelli da queste insidie: 41 spirali, posizionate lungo i cavi a una distanza di 15 metri una dall’altra, funzionano come segnalatori visivi e, grazie alle vibrazioni causate dal vento, anche acustiche; mente cinque piloni sono stati isolati per evitare che gli uccelli, aprendo le ali, rimangano d’ora in poi folgorati. In tutto, 500 metri di linea posti in sicurezza, per permettere una migrazione sicura. Anche, e soprattutto, in condizioni di scarsa visibilità, come nelle ore crepuscolari, di notte o con la nebbia. I monitoraggi, in corso da due anni, proseguiranno ora fino al 2015. Ornitologi e tecnici con il naso all’insù per verificare la bontà degli interventi effettuati. Perché tutelare la migrazione è importante per il cielo, per la terra e per l’uomo.

Comunicato stampa

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    ultimo aggiornamento: 24 marzo 2014
 
redazione e realizzazione web: Marco Tessaro